Commercialisti: “Fisco più semplice e professionisti pronti per Industria 4.0”

“Siamo ancora lontani dalla semplificazione fiscale rispetto a quello che dovrebbe essere in un paese all’avanguardia. La riforma non riesce a decollare, il sistema diventa sempre più complesso e ovviamente le esigenze di gettito sono un punto fondamentale, quindi come categoria ci poniamo quali interlocutori per cercare di dare una mano al paese per un fisco più semplice, che consenta alle imprese di avere il rilancio che tutti noi speriamo”. Lo ha detto il presidente dei Commercialisti italiani, Massimo Miani, all’assemblea dei segretari del CndCec.

“Questo è un Paese di tartassati dalle tasse, l’evasione esiste e va combattuta, però bisogna pensare anche alla riduzione della pressione fiscale, perché sono due cose strettamente collegate – ha aggiunto -. Spesso l’evasione avviene perché le imprese realmente non riescono a far fronte al pagamento delle tasse e avere un reddito minimo di sopravvivenza”.

Inoltre “il sistema ordinistico investe molto sulla formazione, sul tema del rispetto delle norme e sulla deontologia, ovviamente chiediamo di avere il riconoscimento del ruolo che svolgiamo, che potrebbe essere importante e anche l’ultima legge sul lavoro autonomo ce lo riconosce – ha proseguito Miani – e da, dunque, la possibilità al governo di individuare delle funzioni sussidiarie da affidare ai professionisti. Questo mi sembra un messaggio positivo e noi siamo assolutamente a disposizione”.

COMMERCIALISTI 4.0

La tecnologia, il progresso e lo sviluppo impongono un adeguamento ai tempi di tutti i settori, in tutti i campi. “L’idea che abbiamo lanciato del ‘commercialista 4.0’ è per essere al passo con i tempi, per assicurare alle aziende un’assistenza sulla possibilità di fruire di questa mole di incentivi che esistono, ma è chiaro che un commercialista che non sia digitale, che non sia in una rete di professionisti in grado di poter supportare le imprese su tutti i fronti, non solo quello fiscale, è un commercialista inadeguato”, ha affermato il segretario dei Commercialisti italiani, Achille Coppola, all’assemblea dei segretari del CndCec.

“Su questo tema il Consiglio sta elaborando e portando avanti dei progetti che consentono l’integrazione dell’offerta all’impresa, che non sarà lasciata sola – ha aggiunto -. Stiamo ampliando notevolmente l’offerta, come l’internalizzazione dei servizi, il risk management e tante altre attività che consentiranno all’impresa di avere servizi in modo digitale a 360 gradi”.

Al centro del dibattito anche un altro tema di primaria importanza. “I commercialisti sono al servizio dei cittadini, del paese e della fede pubblica – ha proseguito Coppola -. L’albo è una garanzia per i cittadini e per il paese, diversamente si corrono rischi, perché spesso sentiamo parlare di soggetti che scappano con la cassa dei clienti, ma è bene chiarire che questi non sono mai dottori commercialisti o commercialisti, e al di là del danno materiale ce ne possono essere anche di altri, connessi al mancato o inadeguato assolvimento di obblighi delicatissimi, che comportano sanzioni molto gravi, ecco perché rivolgersi a un professionista che si aggiorna ed è vigilato, monitorato e assistito dal sistema degli ordini significa contenere al massimo i rischi”.

(Visited 10 times, 1 visits today)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *